FORZE TERRORISTICHE USA 666

collezionista di cadaveri, ed i satanisti come cultori della morte ] A MAOMETTO LE MOGLI PIACCIONO VIVE [ non esiste chi non crede in Dio, così come non esiste un pesce che non può credere nella esistenza del mare! il problema nasce, quando tu sai in modo intuitivo di dover andare all'inferno. Allora, dipende dal livello dei tuoi soldi e dal livello del tuo satanismo che possono succedere anche queste cose [ Texas, mistero al funerale: dalla bara scompare il corpo della 26enne Julie Mott ] Julie Mott, 26enne morta dopo le complicazioni dovute alla fibrosi cistica, è sparito. È stato rubato e nessuna telecamera di sorveglianza ha ripreso coloro che hanno trafugato la salma sabato scorso, subito dopo i funerali della ragazza. Il 15 agosto Julie avrebbe compiuto 26 anni, ma purtroppo, la malattia se l'è portata via prima che potesse arrivare a festeggiare il suo compleanno: è morta l'8 agosto, dopo aver lottato da quando aveva 2 anni contro una malattia che l'ha costretta per un lungo periodo della sua vita a fare la spola tra il letto di casa e gli ospedali. ] [ Per adesso la vicenda è avvolta nel mistero e in Texas la mente è tornata velocemente indietro nel tempo, a un altro sconvolgente fatto accaduto nel 1997 a Dallas: il corpo di Melinda Ann Lee, morta dopo un incidente stradale, venne trafugato dalla sua bara al Restland Memorial Park. I suoi resti non furono mai ritrovati.

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ci risiamo: Obama è UN PERVERTITO MENTALE SODOMA IDEOLOGIA DARWIN IN SUPER TECNOLOGICA EVOLUZIONE GENDER: [ questa è una informazione tendenziosa! ] Bagnasco, no alle Unioni civili: si riapre lo scontro. Maggioranza divisa, Ncd con i vescovi [ il matrimonio non è una unione civile: oppure un diritto civile, come convenzione giuridica, ma, il matrimonio è un diritto naturale, con proiezione procreativa, che soltanto un uomo ed una donna possono sposarsi, ma, i gay comunque possono vedere riconosciute e tutelate dalla legge le loro unioni, che, non possono mai essere l'Istituto Giuridico Naturale del Matrimonio.. IL PROBLEMA è CHE DOPO AVERE AMMESSO LA PEDOFILIA, VOI POTETE ANCHE CALPESTARE IL DIRITTO DEI BAMBINI AD AVERE UN VERO PADRE ED UNA VERA MADRE!
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SONO TERRORIZZATO CHE DEVE ESSERE, sempre, HOLLYWOOD A DIRE QUALE sia STATA LA Verità DELLA STORIA, cioè, COME SE schiere di Merkel Troika, signoraggio bancario alto tradimento Mario Monti, CORROTTI MASSONI DI: POLITICI STORICI E SCIENZIATI NON SIANO SUFFICIENTI! ] non c'è una pubblicità che può essere spesa per convincere la gente che l'11-09, non sia stato un auto attacco della CIA e del MOSSAD, per poter distruggere, insieme ad Arabia SAUDITA, Israele e tutti i cristiani di Africa, Asia e Medio Oriente! ] Casa Bianca, le foto inedite dell'11 settembre.
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Non solo la Grecia: gli altri Stati vicini al fallimento ] quello che le istituzioni massoniche sanno e fingono di non sapere, e che è filosoficamente impossibile che una Nazione possa fallire, se i massoni farisei non hanno fatto falso in Bilancio con tre truffe legalizzate 1. signoraggio bancario; 2. Debito Pubblico; 3. Riserva frazionaria, e che la Guardia di Finanza non può controllare nel FMI! [ QUESTI, NEI 2/3 DEL MONDO, HANNO IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO E DECIDONO LORO CHI FAR FALLIRE! OVVIAMENTE, SE NON ESISTEVA LA CINA? ANCHE LA RUSSIA SAREBBE FALLITA! E QUESTO è L'UNICO MOTIVO PER CUI, Sarà FATTA LA GUERRA MONDIALE NUCLEARE CONTRO CINA E RUSSIA ] 
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I MASSONI FARISEI, DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE SONO IL NAZISMO CHE DEVE UCCIDERE Israele, Perché ISRAELE è UN OSTACOLO ALLA CONQUISTA ED ALLA SATANIZZAZIONE DEL GENERE UMANO! QUESTI OBAMA GENDER MERKEL TROIKA HANNO GIà NEGATO IL SUFFRAGIO UNIVERSALE ANCHE IN DONBASS, ECCO Perché LA MERKEL è IL NUOVO HITLER DELLA FINANZA MASSONICA: ALTO TRADIMENTO! ] PARIGI, 23 AGO - Le istituzioni europee, dopo l'accordo "imposto con la forza" alla Grecia, sono diventate "una macchina per annullare gli effetti del suffragio universale". Lo ha affermato l'ex ministro dell'Economia francese, Arnaud Montebourg, in un discorso alla Festa della Rosa, tradizionale appuntamento estivo dell'ala sinistra dei socialisti transalpini, a cui è presente anche Yanis Varoufakis, l'ex ministro delle finanze greco.
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CINA E RUSSIA ] sarebbe un grave errore strategico venire fisicamente in ARABIA SAUDITA, io intendevo dire che al topo Allah Akbar, piacciono molto i missili intercontinentali russi TOPOL ] [ BAGHDAD, 23 AGO - Sanguinoso attacco dei jihadisti dell'Isis in Iraq nella turbolenta provincia di al Anbar. Fonti ufficiali irachene hanno riferito che i miliziani dello Stato islamico hanno ucciso 17 soldati e 6 combattenti sunniti loro alleati nel distretto di Jaramshah, a nord del capoluogo Ramadi. Secondo le stesse fonti, i terroristi dell'Isis hanno compiuto la strage a colpi di mortaio e con un numero imprecisato di kamikaze che si sono fatti saltare in aria.
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CINA E RUSSIA ] se, voi distruggete con armi atomiche soltanto la ARABIA SAUDITA? QUESTO NON SCATENEREBBE UNA GUERRA NUCLEARE GLOBALE, CERTAMENTE!
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KING SAUDI SALMAN sharia califfato ] adesso lo sanno tutti, come satanista indemoniato tu hai più paura di Gesù Cristo, che non di Baal, infatti tutte le Chiese Cristiane? tu le hai distrutte prima! [ Cinque giorni dopo aver decapitato su una piazza pubblica di Palmira Khaled al Asaad, 81 anni, uno dei massimi esperti siriani di antichità ed ex direttore del sito archeologico locale, l'Isis ha distrutto uno dei principali templi dell'antica perla nel deserto siriano. E' quello di Baalshamin, a poche decine di metri dal teatro romano della città, dove la Stato islamico aveva inscenato alcune esecuzioni pubbliche. Anche questa volta a riferirlo è l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che cita alcuni residenti della città in fuga dalla furia assassina dei jihadisti. Il santuario di Baalshamin (Il signore del Cielo) è del secondo secolo dopo Cristo ed è dedicato ad una divinità asssimilabile a Mercurio. Al Asaad è stato barbaramente ucciso il 18 agosto: decapitato sulla pubblica piazza davanti al museo che per decenni ha diretto, e il suo cadavere appeso ad una colonna romana, suscitando durissime reazioni internazionali e un profondo sdegno in tutto il mondo.
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SE, ISRAELE SOPRAVVIVE A TUTTO QUESTO? PUò ESSERE SOLTANTO UN MIRACOLO! Ehud Barak è un satanista massone farisei Rothschild Enlightened SpA NWO 322 SACERDOTI DI SATANA KERRY BUSH! ] [ le sinistre IN GENERE, COME TSIPRAS IN GRECIA? sono i traditori del popolo, e i TRADITORI DELLA COSTITUZIONE, complici di: alto tradimento costituzionale sovranità monetaria, Rothschild Spa Merkel Troika OBAMA GENDER in tutto il mondo, loro sono Babilonia: 322 sacrifici umani sull'altare di satana, ed ogni forza anticristiana per distruggere definitivamente (anche servendosi degli islamici) ogni residuo di civiltà ebraico cristiana! ] QUESTA è LA BATTAGLIA DECISIVA TRA I MONDO DEI MOSTRI BILDENBERG, ED IL MONDO DEGLI UOMINI! [ TEL AVIV, 23 AGO - La leadership israeliana, a partire dal premier Benyamin Netanyahu, è descritta come furiosa contro l'ex ministro della difesa Ehud Barak per aver rivelato che in tre occasioni, tra 2010 e 2012, Israele su input dello stesso Netanyahu è stata sul punto di attaccare strutture nucleari iraniane. L'ex ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, ha accusato Barak di aver rivelato segreti di Stato. "Sono più che sorpreso", ha detto aggiungendo che tutto questo non fa che rafforzare l'Iran stesso. TEL AVIV, 9 GEN - Botta e risposta tra l'ex ministro della difesa (e in passato primo ministro) Ehud Barak e il premier Benyamin Netanyahu. Il primo ha sostenuto in una intervista al quotidiano Haaretz che la passività di Netanyahu sta portando Israele "al disastro". Il secondo ha replicato definendo "irresponsabili" i leader "della sinistra" come Barak, Livni e Herzog che "stanno ancora cercando di vendere alla gente il sogno di un nuovo Medio Oriente che invece si e' trasformato in un incubo".
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SIETE SOTTO LO SGUARDO ATTENTO DEL VOSTRO MESSIA ] NON è TIMIDO: Benyamin Netanyahu è UN KILLER INTELLIGENTE! SAPRà AGIRE AL MOMENTO GIUSTO! [ TEL AVIV, 3 DIC - "La verità è che dietro la sue parole isteriche abbiamo un premier che ha paura: paura dei suoi ministri e del mondo esterno. E per questo va sostituito". Cosi' l'ex ministro della Giustizia centrista Tizpi Livni - silurata ieri da Benyamin Netanyahu con il collega delle Finanze Yair Lapid - e' tornata all'attacco del primo ministro e leader della destra. "E' triste per me dire questo - ha aggiunto - perché è il primo ministro d'Israele e va rispettato ma abbiamo il dovere di rimpiazzarlo"
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ISIS Learning From Hamas Terror Tunnels. Click here to watch: ISIS Underground Highway at America's Doorstep?
During the war with Israel last summer, Hamas dug tunnels under the Israel's border to kill, kidnap, and terrorize Israelis. Now, a new thriller warns that ISIS could use those same tactics to strike America. During the 50-day war, Hamas terrorists used an intricate series of tunnels to carry out sneak attacks. While IDF soldiers stopped those attacks, the tunnels shocked most Israelis to the core. The terror tunnels are designed to infiltrate Israeli communities close to the border with Gaza, which is about a mile away. Some of the tunnels are more than a mile long and 60 feet deep, with multiple exits. Clearly Hamas has been planning the tactic for a long time. The Israel Defense Forces destroyed many of the tunnels, but the frightening memory remains.
Watch Here
Now, a year later, Gordon, an Israeli-American, has written Day of the Dead, a thriller about those tunnels, which he says should be a wakeup call to America. "The country that is most vulnerable to that attack is my other homeland, the United States of America -- far more vulnerable because there are terrorist tunnels that exist already," Gordon explained. "They're called drug-smuggling tunnels, and they run from part of Mexico into California, to Arizona and to Texas," he said. A former FBI agent recently warned that those tunnels could be used as an underground highway for ISIS. Gordon says the drug tunnels could make an unholy alliance between ISIS and the Mexican drug cartels. "They don't even have to dig them; they just have to rent them from Mexican drug cartels," he continued. "They have billions of dollars; that's a language all the drug cartels understand." Gordon said ISIS studied Hamas last summer. "They watched what Hamas did. They saw why it failed. They know how it can succeed," he continued. "What people don't realize is the Middle East for ISIS is their R&D lab, their Silicon Valley, to what they want to do in the United States." Gordon said southern border cities and towns, like San Diego, are vulnerable. Source: CBN
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COLORO CHE IN PASSATO HANNO NEGATO LA ESISTENZA DI ISRAELE LO HANNO ATTACCATO, DOPOTUTTO, è LA SHARIA NAZISTA, CHE NEGA LA ESISTENZA DEL GENERE UMANO!
Iranian Official Says We ‘Reject the Existence of Any Israeli on this Earth’. A senior Iranian official, discussing alleged pressure on Tehran to change its genocidal policy, said the goal to annihilate the Jewish state has nothing to do with the nuclear deal. Hussein Sheikh al-Islam, an Iranian parliamentary adviser on International Affairs, confirmed Tehran’s goal to annihilate the Jewish state in an interview Wednesday with Al-Ressalah, a Hamas-affiliated news site. 
“Iran diligently supports the resistance and its fighters [against Israel],” he stated, confirming Iran’s backing of Hamas and other Islamic terror groups.
Referring to the nuclear agreement with six global powers, led by the US, al-Islam said Iran rejected the connection made between the accord and the Islamic Republic’s support of regional terror. 
“These powers admitted that the reason for their pressure on us is our position on Israel,” he told Al- Resalah. “We told them that we reject the existence of any Israeli on this earth.” US President Barack Obama, Secretary of State John Kerry and other senior American officials promoting the Iran nuclear deal have played down the danger to Israel – and the US – posed by the Iranian regime, which continues to state its objective to annihilate the Jewish state. Indeed, Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei several weeks ago published a book on how to destroy Israel. Nevertheless, US President Barack Obama has vowed to veto opposition to the nuclear agreement in a congressional vote scheduled for next month.
Olocausto nazista o terrorismo islamico?
Obama to Israeli Students in 2013: ‘You Are Not Alone’
Yet as far back as March 2013, on a visit to Jerusalem, the American leader addressed Israeli university students at the International Convention Center, where he stated: “Make no mistake – those who adhere to the ideology of rejecting Israel’s right to exist, they might as well reject the earth beneath them or the sky above, because Israel is not going anywhere.  And today, I want to tell you — particularly the young people — so that there’s no mistake here, so long as there is a United States of America – Atem lo levad. You are not alone.” By: Terri Nir, United with Israel

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IN CASO DI NUOVO ATTACCO TUTTI I PALESTINESI DEVONO ESSERE DEPORTATI IN SIRIA! Olocausto nazista o terrorismo islamico? Israel Deploys Iron Dome Against Hamas Rockets in the South. Israel is taking no chances and deployed an Iron Dome system to thwart a pending rocket attack. Israele implementa Cupola di ferro contro razzi di Hamas nel sud
Israele sta correre rischi e implementato un sistema Iron Dome per contrastare un attacco missilistico in sospeso.
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Living Torah: Do Not Repeat King Solomon’s Mistake
 We don’t keep the Torah because we know, or don’t know, the reason behind the commandments. No one is wiser than God.
This week’s Torah portion is Shoftim (Deuteronomy 16:18 – 21:9), and in it we read about the mitzvah (commandment) to appoint a king. On that note, it is interesting to note that the Torah’s ideal form of governance is a combination of democracy, monarchy and theocracy. More about that another time.
The king had several rules he had to follow: He could not collect too many horses, he could not marry too many wives (a maximum of 18!), and he should not allow himself to get too wealthy. As the Torah says:
You shall surely appoint upon yourself a King whom the Lord your God will choose…only he should not accumulate a multitude of horses …and he should not have too many wives in order that they not cause his heart to go astray; and he should not have too much silver and gold…
Unfortunately, King Solomon slipped in some of the laws. The Midrash teaches that King Solomon created all types of excuses why the restrictions of a king do not apply to him. For example, we are told that Solomon thought to himself:
Why did God command that a King should not have too many wives? The Torah clearly says why: so that the king’s heart not go astray. This does not apply to me. I won’t be affected by my wives. They won’t influence me, I’ll influence them!
King Solomon ended up marrying a thousand wives. He was wrong. Solomon’s wives led him astray, even to the point of idolatry. They had a very detrimental effect upon him.
The lesson is clear. As the saying goes, “nobody is above the law,” and in this case, we are referring to the laws of the Torah. How many of us have transgressed Torah laws only because we claim to know the reason why God issued a prohibition and then rationalized that the reason no longer applies? Indeed, notice how the Torah does not often give the reason for its commandments. The purpose is usually hidden. The prohibition against a king marrying too many wives is one of the exceptions to the rule, and here the Torah actually does tell us why it is forbidden.
Avoid Rationalizing
If a person so great as King Solomon was wrong about the effect of ignoring a commandment whose reason is given, how much more so would we be wrong by trying to rationalize seemingly small transgressions when we don’t know the reasons they were given? For example, there are those who suggest that the reason the consumption of pork was forbidden was due to some type of health concern that no longer exists. As such, they argue, it should be permitted to eat pork nowadays. But where does the Torah give a reason for forbidding pork? Where does the Torah give a reason for any of the kosher laws, for that matter? It doesn’t. There are many more examples of this type of rationalization.
Bottom line: We don’t keep the Torah because we know, or don’t know, the reason behind the commandments. We keep the Torah because we are a holy nation that stood at Mount Sinai and was given a charge to live a certain way and to serve as a light unto the nations. Don’t make the mistake of Solomon. The Torah knows what’s best for us, and we should relish the opportunity to keep its commandments and serve God as He so decreed. Solomon may have been the wisest man ever, but no one is wiser than God. By Rabbi Ari Enkin, spiritual director, United with Israel
For more insights by Rabbi Ari Enkin on this week’s Torah reading, click on the links below:
http://unitedwithisrael.org/a-time-to-reflect-and-become-better-people/
http://unitedwithisrael.org/living-torah-a-jewish-army/
http://unitedwithisrael.org/the-pursuit-of-justice/
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Vivere Torah: Non ripetere errore di re Salomone
 Non teniamo la Torah, perché sappiamo, o non si sa, il motivo dietro i comandamenti. Nessuno è più saggio di Dio.
Porzione di Torah di questa settimana è Shoftim (Deuteronomio 16:18 - 21: 9), e in essa si legge sulla mitzvah (comandamento) di nominare un re. In tal senso, è interessante notare che la forma ideale della Torah di governo è una combinazione di democrazia, monarchia e la teocrazia. Di questo parleremo un'altra volta.
Il re aveva diverse regole che ha dovuto seguire: Egli non poteva raccogliere troppi cavalli, non poteva sposare troppe mogli, e non dovrebbe permettersi di arrivare troppo ricco (un massimo di 18!). Come la Torah dice:
Si deve sicuramente nominare su di te un re che il Signore tuo Dio avrà scelto ... solo lui non dovrebbe accumulare un gran numero di cavalli ... e lui non dovrebbe avere troppi mogli in modo che essi non causano il suo cuore per andare fuori strada; e lui non dovrebbe avere troppo argento e oro ...
Purtroppo, il re Salomone avanza alcune leggi. Il Midrash insegna che il re Salomone ha creato tutti i tipi di scuse perché le restrizioni di un re non si applicano a lui. Ad esempio, ci viene detto che Salomone pensò:
Perché Dio ordinerà che un re non dovrebbe avere troppi mogli? La Torah dice chiaramente perché: in modo che il cuore del re non andare fuori strada. Questo non si applica a me. Io non sarà influenzato dalle mie mogli. Non mi influenzano, io li influenzo!
Re Salomone finì per sposare un migliaio di mogli. Aveva torto. Mogli di Salomone lo ha portato fuori strada, fino al punto di idolatria. Avevano un effetto molto dannoso su di lui.
La lezione è chiara. Come dice il proverbio, "nessuno è al di sopra della legge", e in questo caso, ci si riferisce alle leggi della Torah. Quanti di noi hanno trasgredito le leggi della Torah solo perché si pretende di sapere il motivo per cui Dio ha emesso un divieto e poi razionalizzata che la ragione non è più valido? In effetti, si noti come la Torah spesso non dà la ragione per i suoi comandamenti. Lo scopo è di solito nascosto. La proibizione di sposare un re troppe mogli è una delle eccezioni alla regola, e qui la Torah fa effettivamente dirci perché è vietato.
Evitare Razionalizzare
Se una persona così grande re Salomone era sbagliato circa l'effetto di ignorare un comandamento la cui ragione è dato, quanto più dovremmo essere sbagliato cercando di razionalizzare apparentemente piccole trasgressioni quando non conosciamo le ragioni per cui sono stati dati? Per esempio, ci sono quelli che suggeriscono che il motivo il consumo di maiale è stato proibito era dovuto a qualche tipo di problema di salute che non esiste più. Come tali, essi sostengono, dovrebbe essere consentito di mangiare carne di maiale al giorno d'oggi. Ma da dove viene la Torah dà una ragione per proibire carne di maiale? Da dove viene la Torah dà una ragione per una delle leggi kosher, del resto? Non è così. Ci sono molti altri esempi di questo tipo di razionalizzazione.
Linea di fondo: Non teniamo la Torah, perché sappiamo, o non si sa, il motivo dietro i comandamenti. Manteniamo la Torah perché siamo una nazione santa che si trovava sul Monte Sinai e si è dato una carica di vivere in un certo modo e per servire come una luce per le nazioni. Non fare l'errore di Salomone. La Torah sa cosa è meglio per noi, e noi dobbiamo apprezzare l'opportunità di mantenere i suoi comandamenti e servire Dio come Egli così decretato. Solomon potrebbe essere stato l'uomo più saggio mai, ma nessuno è più saggio di Dio. Dal rabbino Ari Enkin, direttore spirituale, Stati con Israele
Per ulteriori approfondimenti di rabbino Ari Enkin su di questa settimana Torah lettura, clicca sui link sottostanti:
http://unitedwithisrael.org/a-time-to-reflect-and-become-better-people/
http://unitedwithisrael.org/living-torah-a-jewish-army/
http://unitedwithisrael.org/the-pursuit-of-justice/
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SE NON POTEVA SALOMONE ESSERE SOPRA LA LEGGE, POI, PER QUESTO ANCHE MAOMETTO HA SBAGLIATO!
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CHI ACCENDE IL FUOCO, ED I PALESTINESI LO HANNO ACCESO, POI, LORO PAGHERANNO IL PREZZO DEL SANGUE, La FINIRANNO LE NAZIONI CHE GIACCIONO NELLA TENEBRE, e non guardano al genocidio islamico dei cristiani nel mondo, DI DIFENDERE GLI ASSASSINI islamici! ] [ Palestinian Terror Attacks Injure 3 Israelis Including Baby 
Three Israelis, including a toddler, were wounded in two separate terror attacks in the area of Jerusalem, within hours of each other. Attacchi terroristici palestinesi feriscono tre israeliani compreso bambino
Tre israeliani, tra cui un bambino, sono stati feriti in due attacchi terroristici dislocati nella zona di Gerusalemme, a poche ore l'uno dall'altro.
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se ARABIA SAUDITA sharia, LEGA ARABA OCI, non risolve la questione ebraica delle 12 Tribù di ISRAELE, e non rimuove la sharia, questa storia può terminare soltanto con la morte di entrambi i contendenti! ] Olocausto nazista o terrorismo islamico [ Hamas Claims ‘Positive Contacts’ with Israel but Attacks will Continue. Hamas leader Khaled Mashaal says long-term ceasefire negotiations with Israel "seem positive" but implies that terror attacks will continue outside of Gaza.
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Olocausto nazista o terrorismo islamico ] Iran Deal is Good? Iranian Leader Khamenei Calls on Islamic Nations to Unite Against US, Israel! ] uk iran open [ Iranian Protesters Storm British Embassy 4 Years Ago. Today it Reopened Thanks to the Iran Deal.
Click here to watch: Iranian Leader Khamenei Wastes No Time in Stirring Up the Masses Against USA, & Israel!
Ayatollah Ali Khamenei, Iran’s supreme religious leader, on Saturday called on the Islamic nations to unite in the face of the world’s “bullies” and greatest enemies: the U.S. and Israel. 
Mr. Khamenei accused the U.S. of seeking to incite “third-party” states against the Islamic Republic but said “such third parties are only deceived puppets,” Iran’s Fars news agency reported.
He argued that the bullying powers are conspiring “against the [Koran] and not Shiism and Iran, because they know that the [Koran] and Islam are the center of awakening nations.”
Watch Here
Mr. Khamenei added that Iranians chant slogans like “death to America, death to Israel” because they have “realized that their real stubborn enemy is the world arrogance of Zionism,” the Times of Israel reported.
Speaking to Iranian officials in charge of the Hajj — the massive annual Muslim pilgrimage to Mecca — Mr. Khamenei said the pilgrimage was the perfect opportunity for Iranians to convey his message to other Muslims and encourage Islamic unity.
Source: The Washington Times
L'Iran affare è buono? Leader iraniano Khamenei invita Nazioni islamici ad unirsi contro Stati Uniti, Israele! ] Uk iran aprire [manifestanti iraniani Tempesta Ambasciata britannica 4 anni fa. Oggi Riaperto Grazie alla all'Iran Deal.
Clicca qui per vedere: leader iraniano Khamenei non perde tempo nel fomentare le masse contro Stati Uniti d'America, e Israele!
L'ayatollah Ali Khamenei, leader religioso supremo dell'Iran, il Sabato ha invitato le nazioni islamiche a unirsi a fronte di "bulli" del mondo e le più grandi nemici: gli Stati Uniti e Israele.
Khamenei ha accusato gli Stati Uniti di cercare di incitare gli stati "terzi" contro la Repubblica islamica, ma ha detto "i terzi sono ingannati solo burattini", ha riferito l'agenzia di stampa Fars dell'Iran.
Egli ha sostenuto che i poteri di bullismo cospirano "contro il [Corano] e non sciismo e l'Iran, perché sanno che la [Corano] e l'Islam sono il centro delle nazioni risveglio".
Guarda qui
Khamenei ha aggiunto che gli iraniani cantano slogan come "morte all'America, morte a Israele" perché hanno "capito che il loro vero nemico ostinato è l'arroganza mondo del sionismo", il Times ha riferito di Israele.
Parlando ai funzionari iraniani incaricati del Hajj - il massiccio pellegrinaggio musulmano annuale alla Mecca - Khamenei ha detto che il pellegrinaggio è stata l'occasione perfetta per gli iraniani per trasmettere il suo messaggio ad altri musulmani e incoraggiare l'unità islamica.
Fonte: The Washington Times





Aereo sparito: forse trovati resti. Australia: 2 oggetti, uno lungo 24 metri, 4 aerei volano su posto.. [ TROVARE L'AEREO NON è MOLTO IMPORTANTE, UNA NAVE, UN SOMMERGIBILE, PUò AVERE TRASPORTATO QUEI RELITTI, FINCHé, NON SI TROVANO TUTTI I CADAVERI? POI, SAPREMO SEMPRE, CHE, SONO STATI GLI USA 666 CIA, 322 NWO. SONO SATANISTI CANNIBALI PER L'ALTARE DI SATANA! GLI USA, HANNO IL CONTROLLO SATELLITARE DEL PIANETA, ECCO PERCHé SI DICE NSA DATAGATE.. QUINDI IL GRANDE FRATELLO CHE è OPERATIVO, RENDE IMPOSSIBILE LA SPARIZIONE DI UN GIUMBO, DAL MOMENTO CHé OGNI PERSONA è MONITORATA, DAI SATELLITI, A MOTIVO DEL SUO CELLULARE ] 20 marzo, Aereo sparito: forse trovati resti. SIDNEY, Due oggetti "eventualmente legati" all'aereo malese scomparso 12 giorni fa sono stati rilevati dai satelliti: lo ha detto il premier australiano Tony Abbott. Uno degli oggetti misura 24 metri, mentre l'altro è più piccolo, ha detto un responsabile dell'Autorità australiana per la sicurezza marittima. Quattro aerei da ricognizione e una nave della Marina australiana si stanno dirigendo sull'area in cui sono stati rilevati gli oggetti.

Crimea sempre stata russa di Vladimir Putin! Il presidente accoglie la penisola nella Federazione nonostante le sanzioni e l'annuncio della sospensione di Mosca dal g8
18 marzo 2014. «La Crimea è sempre stata una parte inscindibile della Russia». Lo ha detto oggi il presidente russo Vladimir Putin intervenendo al Parlamento riunito in sessione congiunta aggiungendo «noi vogliamo un'Ucraina forte stabile pacifica non vogliamo la sua scissione né ci servono altri territori». Il presidente russo durante il discorso al Parlamento. Il leader del Cremlino ha poi ribadito che il referendum di domenica in Crimea si è svolto secondo procedure democratiche e nel rispetto del diritto internazionale citando lo statuto dell'Onu e il precedente del Kosovo ( a cui la secessione ed il genocidio dei cristiani la distruzione di cimiteri monasteri e chiese è stata permessa). Putin ha detto «non vogliamo dividere l'Ucraina non ci serve» e ha sottolineato che quello avvenuto a Kiev è stato un «colpo di Stato»: le attuali autorità non sono legittime ha commentato. Il presidente questa mattina ha firmato con i dirigenti della Crimea e di Sebastopoli, città a statuto speciale, l'accordo per il loro ingresso come nuovi soggetti nella Federazione russa. L'intesa deve essere ratificata con una legge dal Parlamento. Non si è fatta attendere la reazione occidentale. La partecipazione della Russia al g8 è stata sospesa. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius. «Per quanto riguarda il g8 come gruppo politico per il dialogo congiunto di tutti i grandi Paesi abbiamo deciso di sospendere la partecipazione della Russia ci sarà un incontro di sette Paesi» ha detto Fabius aggiungendo però che l'invito rivolto per il 6 giugno a Putin in occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario dello sbarco in Normandia rimane in vigore. ( ma io a questa umiliazione non andrei! ) E mentre il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden è oggi a Varsavia per consultazioni sulla crisi (incontrerà il primo ministro polacco Donald Tusk il presidente Bronisław Komorowski oltre al presidente dell'Estonia Toomas Hendrik) il ministero degli Esteri ucraino ha chiesto alla comunità internazionale di non riconoscere la separatista Repubblica di Crimea e l'annessione di questa alla Russia.

Giuseppe il profugo. ( è SIMBOLO DELL'EBREO CHE è IN DIASPORA, MA, COME LUI è TORNATO DOPO LA MORTE DI BUSH E KING SAUDI ARABIA, COSì ANCHE TUTTI GLI EBREI DOPO LA LORO MORTE POTRANNO RITORNARE IN PALESTINA. ) Nel passaggio tra l'antica e la nuova alleanza. 18 marzo 2014. La famiglia di Gesù si inscrive subito nel lungo elenco che giunge fino ai nostri giorni e che comprende i profughi i clandestini i migranti. Infatti quando il bambino Gesù ha pochi mesi Giuseppe è presentato in marcia con lui e con la sposa Maria attraverso il deserto di Giuda per riparare in Egitto lontano dall'incubo del potere sanguinario del re Erode. Sadao Watanabe«Fuga in Egitto» (1982) Betlemme è il punto di partenza del racconto. L'imperatore romano Adriano nel II secolo aveva confermato la presenza di un primo culto cristiano attorno a una grotta venerata dai primi cristiani sconsacrandola con un tempietto dedicato ad Adone. Già nel 220 il grande maestro cristiano Origene di Alessandria d'Egitto giunto in Palestina scriveva: «In Betlemme si mostra la grotta dove secondo i vangeli Gesù è nato e la mangiatoia nella quale avvolto in poveri panni fu deposto. Quello che mi fu mostrato è familiare a tutti gli abitanti della zona. Gli stessi pagani dicono a chiunque li voglia ascoltare che in quella grotta è nato un certo Gesù che i cristiani adorano» (Contro Celso i 51). Qui da secoli i cristiani celebrano con fede e gioia il Natale del Signore: il 25 dicembre i cattolici il 6 gennaio gli ortodossi il 19 gennaio gli armeni; date diverse in ricordo di una data ignota di quell'anno, forse il 6 a. C. (è noto che l'attuale datazione dell'era cristiana quasi certamente è erronea), in cui Gesù è entrato nella nostra storia. Anche in questo egli si rivela povero assente com'è dagli annali e dalle anagrafi imperiali. Su di lui anzi si stende subito l'incubo della repressione. Gesù visto dall'occhiuta polizia segreta erodiana come uno dei tanti piccoli pericoli per il potere ufficiale doveva essere subito liquidato. Inizia così per Gesù la vicenda di profugo. Gianfranco Ravasi

[ TUTTE LE FORZE TERRORISTICHE DEL MONDO APPOGGIATE DAGLI USA 666 ] Maduro sgombera la piazza a Caracas. Ma la protesta continua in altre città venezuelane
18 marzo 2014. E alla fine Nicolas Maduro ha tenuto la sua promessa: il presidente venezuelano aveva avvertito i manifestanti antichavisti che dava loro «qualche ora» per ritirarsi da Piazza Altamira epicentro delle proteste nell'est di Caracas. Centinaia di agenti della Guardia nazionale bolivariana (Gnb) sono ieri arrivati sul posto sgomberando le guarimbas («barricate») e arrestando almeno una decina di persone. Il ministro degli Interni Miguel Rodriguez Torres ha coordinato personalmente l'operazione e ha annunciato la «liberazione e pacificazione» attraverso un tweet corredato da una foto nella quale lo si vede far colazione tranquillamente ad Altamira con la collega per la Comunicazione Delcy Rodríguez anch'essa definitasi contenta che la piazza e i suoi dintorni «siano stati liberati dal governo nazionale». Altri dirigenti del Governo hanno plaudito «l'iniziativa per la pace» lanciata da Maduro mentre i media ufficiali moltiplicavano le interviste a residenti della zona che si congratulavano con le forze dell'ordine per il loro intervento. Accorso sul luogo Ramón Muchacho sindaco oppositore di Chacao, municipio nel cui territorio si trova la piazza, ha precisato di non essere stato avvertito dell'operazione di sicurezza commentando che «un dispiegamento militare di questo tipo significa tutto tranne la normalità: non si può parlare di normalità con soldati ad ogni angolo con più uniformi che abiti civili per la strada».

[ IL PROGETTO DEL SOFFOCAMENTO CONTRO ISRAELE A CUI SONO STATE NEGATE LE CONQUISTE TERRITORIALI, PER LE GUERRE VINTE NEL PASSATO.. LA VITA DI UN EBREO CHE MUORE IN BATTAGLIA, PERCHé AGGREDITO, DAGLI ISLAMICI DEL CALIFFATO SHARIA MONDIALE, PER I SATANISTI FARISEI DEL FMI SPA, NON HA NESSUN VALORE! ] Obama chiede a Israele di accettare i confini del 1967. Nel discorso al dipartimento di Stato sulle crisi in atto nel mondo arabo. 21 maggio 2011. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama riceve oggi a Washington il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'indomani del discorso tenuto al dipartimento di Stato sulle rivolte in atto nel mondo arabo. Obama per la prima volta ha sostenuto che Israele deve tornare ai confini del 1967 definendo tale atto insieme al riconoscimento di Israele da parte di tutte le componenti palestinesi inclusa Hamas «la base di una eventuale pace». Più in generale nel suo discorso Obama ha detto che il futuro del Medio Oriente dipende dalla sua gente. Obama ha specificato che gli Stati Uniti sosterranno le riforme nella regione e le transizioni verso la democrazia ma ha aggiunto che nessuno può imporre cambi di regime dall'esterno. [ SE, LA LEGA ARABA NON RINUNCIA ALLA SHARIA? COME MINIMO TUTTI I PALESTINESI SARANNO DEPORTATI NEL DESERTO EGIZIANO, LI POTRANNO FARE LA LORO PALESTINA, INOLTRE, VERRà DEMOLITA LA CUPOLA DELLA ROCCIA, E CANCELLATA OGNI PRESENZA ISLAMICA IN PALESTINA! ] Obama si è detto intenzionato a tentare di dare impulso al processo di pace tra israeliani e palestinesi considerandolo «più urgente che mai». Il presidente statunitense ha fatto esplicito riferimento a uno Stato palestinese «non militarizzato» sulla base della situazione esistente prima della guerra dei sei giorni appunto nel 1967 con la quale Israele assunse il controllo della penisola del Sinai di Gaza della Cisgiordania di Gerusalemme est e delle alture del Golan. Al tempo stesso Obama ha detto che senza il riconoscimento di Israele la pace non sarà possibile e che i palestinesi non raggiungeranno pace e prosperità «se Hamas insisterà sul cammino del terrore». Ribadendo che l'amicizia statunitense nei confronti di Israele è «incrollabile» Obama ha ammonito i palestinesi che «non realizzeranno mai la loro indipendenza negando a Israele il diritto di esistere».

A Obama come riferiscono le agenzie di stampa sono giunte le prime risposte negative tanto da Netanyahu quanto da Hamas. Mahmoud Zahar uno dei leader dell'organizzazione radicale palestinese ha detto che «Obama ha adottato la posizione di Israele in preparazione della sua campagna elettorale». Da parte sua in un comunicato di risposta al discorso di Obama Netanyahu ha detto che un ritiro di Israele sui confini del 1967 «lascerebbe al di fuori dello Stato grandi centri di popolazione israeliana in Giudea e Samaria» confermando cioè il rifiuto di smantellare le colonie in Cisgiordania e dicendosi intenzionato a ribadire a Obama che per la difesa di Israele è necessaria la presenza delle sue forze armate lungo il fiume Giordano.

Netanyahu afferma poi che «senza una soluzione della questione dei profughi al di fuori dei confini di Israele nessuna rinuncia territoriale porrà fine al conflitto» ribadendo cioè il no al ritorno in territorio israeliano dei profughi del 1948. Inoltre secondo il premier israeliano «i palestinesi devono riconoscere Israele come Stato degli ebrei e un accordo di pace con loro deve includere la fine di ogni altra richiesta a Israele». Infine Netanyahu si è poi detto «deluso dalla decisione dell'Autorità palestinese di adottare Hamas un'organizzazione terroristica che si prefigge la distruzione di Israele».

Affonda la speranza
Morti sette migranti per l'inabissamento del barcone salpato dalle coste turche e diretto in Europa
18 marzo 2014
Migranti tratti in salvo nel Canale di Sicilia (Reuters)

Nuovo dramma dell'immigrazione. Questa notte sette persone sono morte e altre due sono disperse dopo che è affondato un barcone di migranti al largo delle coste dell'isola di Lesbo nel Mar Egeo orientale. Lo ha reso noto la Guardia costiera che ha messo in salvo otto migranti che si trovavano sul barcone partito dalle coste della Turchia e diretto in Europa.

Il natante hanno riferito i sopravvissuti ai soccorritori della Guardia costiera ha cominciato all'improvviso a imbarcare acqua e in breve tempo si è inabissato. Le persone tratte in salvo sono state trasferite nell'ospedale dell'isola di Lesbo.

Intanto altri 596 migranti tra cui 103 donne e 62 minori sono stati soccorsi ieri dalla Marina militare italiana in due diversi interventi a sud di Lampedusa nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum. Le operazioni di soccorso avviate dalla fregata Grecale si sono rese necessarie visto il sovrannumero di persone a bordo dell'imbarcazione: sono terminate nella tarda serata di ieri ha riferito la Marina militare in una nota con il trasbordo sulla fregata di 323 migranti tra cui 38 donne e 54 minori.

Orrore in Nigeria. Abitanti di tre villaggi bruciati e mutilati
17 marzo 2014. La sepoltura delle vittime dei massacri in Nigeria (Afp)

Una carneficina compiuta in piena notte da uomini con armi da fuoco benzina e machete che ha lasciato in terra i cadaveri molti dei quali bruciati e mutilati di oltre cento abitanti di tre villaggi del centro della Nigeria. È un altro sanguinoso raccapricciante capitolo del conflitto che sta drammaticamente segnando lo Stato a popolazione mista cristiana e musulmana di Kaduna. Un conflitto in cui s'intrecciano in particolare rancori sul piano etnico e forti dissidi riguardo al possesso delle terre. Dalle elezioni presidenziali tenutesi nel 2011 che hanno portato all'insediamento di Goodluck Jonathan gli scontri hanno provocato centinaia di morti. I villaggi attaccati sono quelli di Angwan Gata Angwan Sankwai e Chenshyl tutti a maggioranza cristiana situati nel distretto di Kaura nel sud dello Stato.

Il racket delle spose per forza. [ OGNI CRIMINE ISLAMICO DI GENOCIDIO SOTTO EGIDA ONU AMNESTY UE USA! ]] Aumentano in Egitto rapimenti e conversioni all'islam delle giovani cristiane. 14 marzo 2014. Negli ultimi tre anni oltre cinquecento ragazze cristiane sono state rapite in Egitto da uomini musulmani e costrette alla conversione e al matrimonio spesso dopo aver subito violenza. La notizia è stata diffusa nei giorni scorsi dalla fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) che ha rilanciato la denuncia di un'organizzazione egiziana l'Associazione per le vittime di rapimenti e sparizioni forzate (Avaed). Quest'ultima garantisce alle vittime e alle loro famiglie assistenza medica psicologica e legale. In Egitto, si sottolinea nel comunicato dell'Acs, i rapimenti di giovani copte non rappresentano affatto una novità: già durante la presidenza di Anwar el-Sadat (1970-1981) si registrarono diversi episodi ma dopo la caduta di Hosni Mubarak all'inizio del 2011 il numero di casi è aumentato in modo esponenziale. «Prima della rivoluzione sparivano quattro o cinque ragazze al mese, spiega Ebram Louis fondatore dell'Avaed, oggi la media è di quindici». Peraltro è quasi impossibile fornire stime esatte poiché spesso i crimini e gli aggressori non vengono né riferiti né denunciati.


Cattolici mobilitati per la pace e lo sviluppo in Sud Sudan. Il referendum del 9 gennaio e le incognite del futuro. 09 gennaio 2011. All'avvio domenica del referendum per l'indipendenza del Sud Sudan la comunità cristiana è mobilitata per assicurare che la consultazione popolare avvenga in maniera pacifica e trasparente. In particolare una delegazione della Southern African Catholic Bishops' Conference (Sacbc) guidata dal cardinale arcivescovo di Durban Wilfrid Fox Napier, cui fanno parte anche osservatori della All African Conference of Churches, è presente da giorni per monitorare il regolare svolgimento delle votazioni. Il cardinale Napier ha sottolineato ieri che «l'opportunità di testare la volontà popolare è un evento storico in quanto consente a persone comuni che hanno sopportato il peso della guerra civile e l'esclusione dallo sviluppo la possibilità di reclamare la propria dignità». L'importanza dell'evento è stata sottolineata anche in un messaggio del primate della Comunione anglicana l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. «La data del 9 gennaio, è scritto, è immensamente importante per il Sudan. La popolazione del Sud Sudan eserciterà il proprio diritto all'autodeterminazione fissato nell'accordo generale di pace siglato sei anni fa». Il primate inoltre si appella affinché «sia assicurato da parte di tutti il sostegno alla popolazione e il referendum possa svolgersi pacificamente con il rispetto pieno dei suoi risultati». L'arcivescovo conclude quindi ribadendo la necessità di supportare il processo democratico in atto nel Paese e invoca le preghiere «per questo importante periodo storico». Nel messaggio Williams accenna anche alla situazione della contesa regione dell'Abyei e al Darfur dove si attende da lungo tempo che la pace tra i gruppi armati e il Governo di Khartoum possa finalmente concretizzarsi.
L'attenzione è comunque incentrata non soltanto sul referendum ma anche sullo scenario che si aprirà in futuro al di là dei risultati che scaturiranno dalle urne. Una «tre giorni» di dibattito si è svolta a Khartoum. L'iniziativa è stata promossa dal Sudan Council of Churches in collaborazione con il Sudan Ecumenical Forum. Al dibattito hanno preso parte parte oltre cento rappresentanti di comunità cristiane. Il forum è spiegato ha inteso contribuire «a delineare la situazione delle comunità religiose in vista del dopo referendum». Si tratta è aggiunto «di evidenziare e analizzare le difficoltà che potrebbero scaturire e di individuare le soluzioni per affrontarle».

Sulla questione dei profughi è intervenuto invece il vescovo cattolico di El Obeid Macram Max Gassis: «Passata l'euforia dell'indipendenza si dovranno poi fare i conti con la dura realtà delle migliaia di profughi che dal Nord si sono spostati nel Sud e che non hanno nulla». E ha aggiunto: «Se si pensa che nella sola area di Khartoum vi sono circa quattro milioni di sudanesi che potrebbero tornare in Sud Sudan si comprende che siamo di fronte a una potenziale tragedia umanitaria».

In un comunicato, reso noto dalla Fides, è scritto che «la Southern African Catholic Bishop's Conference è stata fortemente solidale con il popolo del Sud Sudan fin dal 1994». Questa attenzione si specifica si è manifestata inizialmente con la costituzione del «Sudan Desk» nell'ambito del dipartimento di Giustizia e Pace presso la segreteria della Sacbc e in con la formazione del «Denis Hurley Peace Institute» un organismo associato all'episcopato che svolge un intenso lavoro per promuovere la pace in Sudan. Nel solo 2010 si sono svolte sei visite di solidarietà dei vescovi in Sudan.

Nuovi orizzonti libici. In fiamme a Tripoli gli edifici governativi mentre Bengasi sarebbe in mano ai ribelli. TUTTO IL DELIRIO ISLAMICO SOTTO EGIDA ONU USA UE BILDENBERG, PER ROVINARE IL GENERE UMANO. 22 febbraio 2011
Si rincorrono voci su una fuga di Muammar Gheddafi e di un colpo di Stato militare
Non si placa la rivolta in Libia nonostante la sanguinosa repressione messa in atto dal regime guidato da Muammar Gheddafi. Fonti diverse ma concordi parlano ormai di oltre trecento le vittime dall'inizio delle proteste una settimana fa e lo scenario è ormai quello di una guerra civile. La rivolta ha investito anche la capitale Tripoli dove nei giorni scorsi c'erano state manifestazioni filogovernative ma dove da ieri sono in atto scontri di piazza e questa mattina sono segnalati in fiamme edifici pubblici compresi il palazzo del Governo e la sede del Parlamento. Secondo l'emittente televisiva satellitare al Jazeera che cita fonti mediche in città solo oggi si sono contati oltre sessanta morti. Al Jazeera aggiunge che anche le forze dell'ordine si sono date a saccheggi di uffici e banche e che tutte la zona meridionale Jebal Nafusa è i mano ai ribelli.
Anche Bengasi sembra ormai nelle mani degli oppositori ai quali si sono uniti anche reparti militari dopo che ieri altre truppe avevano aperto il fuoco contro i manifestanti prima di essere costrette a lasciare la città. Sempre a Bengasi ma anche a Tripoli e in altre città c'è preoccupazione che la rivolta possa essere infiltrata da gruppi di matrice fondamentalista islamica già protagonisti in passato di violenze contro le minoranze cristiane. In città sono rimaste numerose religiose decise a continuare la loro opera di assistenza mentre viene segnalato che numerosi immigrati filippini hanno cercato rifugio nelle chiese.
Si rincorrono voci su una fuga di Muammar Gheddafi e di un possibile colpo di Stato militare. Il figlio dello stesso leader libico Seif al Islam ha smentito la circostanza dichiarando ieri sera, in un discorso televisivo di quaranta minuti durante il quale si erano udite diverse sparatorie in città, che il padre «sta guidando la lotta a Tripoli e vinceremo». Il figlio di Gheddafi ha altresì parlato di complotto esterno proponendo la convocazione di un'assemblea generale del popolo per fare insieme le riforme. Secondo Seif al Islam, che alcune fonti danno in contatto con esponenti dell'opposizione nel tentativo di avviare un dialogo, la Libia è vittima appunto di un complotto internazionale corre il rischio di una guerra civile di essere divisa in diversi emirati islamici di perdere il petrolio che assicura unità e benessere al Paese di tornare preda del colonialismo occidentale. Nei giorni scorsi il Governo di Tripoli aveva comunicato all'ambasciatore d'Ungheria Paese che ha la presidenza di turno dell'Unione europea che se questa non avesse smesso di appoggiare le rivolte popolari in Africa settentrionale la Libia avrebbe interrotto la cooperazione in materia di controllo dei flussi migratori.

L'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea Catherine Ashton ha ribadito ieri che condanna la repressione contro i dimostranti pacifici e deplora la violenza e la morte di civili. In una dichiarazione diffusa dall'ufficio di Ashton si invitano le autorità libiche «a esercitare la moderazione e la calma e ad astenersi immediatamente dall'ulteriore uso della violenza contro dimostranti pacifici. La libertà di espressione e il diritto di riunirsi come stabilito dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici sono diritti umani e libertà di ogni essere umano e devono essere rispettati e protetti». La dichiarazione aggiunge che «le legittime aspirazioni e le richieste riformiste della popolazione devono essere prese in considerazione attraverso un dialogo aperto e significativo. L'Unione europea si aspetta inoltre la piena collaborazione da parte delle autorità nella protezione dei cittadini europei». Ulteriori prese di posizione europee sono attese dal Consiglio dei ministri degli Esteri riunito oggi a Bruxelles. Anche l'amministrazione statunitense segue con preoccupazione l'evolversi della situazione in Libia e chiede ufficialmente che sia posta fine «a ogni violenza contro i manifestanti pacifici» come ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato Philip Crowley. L'accelerazione degli avvenimenti minaccia comunque di cambiare la situazione nel giro di poche ore. Seif al Islam ha ribadito che «l'esercito ora ha il compito di riportare l'ordine con ogni mezzo». E ha aggiunto che «non è l'esercito egiziano o tunisino. Distruggeremo la sedizione e non cederemo un pollice del territorio libico». Anche in Marocco si segnalano disordini costati ieri la vita a cinque persone nella città di Al Hoceima.

Dalle rivolte arabe alla guerra in Mali. La crisi coinvolge tutti i Paesi del Sahel. TUTTO IL DELIRIO ISLAMICO SOTTO EGIDA ONU USA UE BILDENBERG, PER ROVINARE IL GENERE UMANO. 20 aprile 2012. La crisi in atto nel Mali è una delle prove più evidenti degli irrisolti problemi non solo del Paese ma dell'intera area dal Sahel. In questa luce si possono leggere infatti sia l'insurrezione nel nord dei tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad (Mnla) incominciata il 17 gennaio sia la pressochè contemporanea concentrazione in quell'area di gruppi legati alla galassia del terrorismo internazionale di matrice fondamentalista islamica. L'insurrezione dell'Mnla che mira all'indipendenza delle regioni a popolazione tuareg ha avuto una tempistica in qualche modo legata alle crisi nordafricane del 2011.
Da un punto di vista militare in particolare è stato determinante il rientro in patria di miliziani tuareg pesantemente armati che avevano fatto parte delle forze di Gheddafi sconfitte dagli insorti libici appoggiati dalla Nato.
L'accresciuta porosità delle frontiere libiche e non solo seguita alle rivolte del 2011 nel Maghreb ha favorito anche gli spostamenti dei gruppi islamisti che in Mali sembrano intenzionati a riprodurre la situazione in Somalia dove combattenti non somali aderiscono da anni alle milizie di al Shabaab che guidano l'insurrezione contro il Governo del presidente Sharif Ahmed. Non a caso nel nord del Mali è segnalata la presenza di gruppi stranieri a partire da Al Qaeda per il Maghreb islamico e dal nigeriano Boko Haram. Un'implicita riprova di tale concentrazione è stata fornita il 17 aprile anche dalla liberazione alla frontiera tra Mali e Burkina Faso della turista italiana Maria Sandra Mariani rapita dall'Aqmi il 2 febbraio 2011 nel sud dell'Algeria.
Meno evidenti anche se non mancano commentatori che li ipotizzano sembrerebbero eventuali collegamenti con la situazione internazionale per quanto riguarda il colpo di Stato messo in atto il 22 marzo nella capitale Bamako da reparti militari che hanno rovesciato il presidente Amadou Toumani Touré ma che poi hanno accettato di avviare una transizione. Determinante è stata la pressione della Comunità economica dei Paesi dell'Africa occidentale (Ecowas) che avevano imposto sanzioni ai golpisti e minacciato un intervento armato.
Anche in questo caso peraltro la situazione resta fluida e incerta. Nonostante il consenso raggiunto tra civili e militari riuniti a Ouagadougou in Burkina Faso con i mediatori dell'Ecowas sul futuro politico e istituzionale del Mali non c'è ancora chiarezza. A cominciare dalla scelta del primo ministro di transizione. L'incarico è andato a Modibo Diarra presidente di Microsoft Africa che è stato nominato dal capo di Stato ad interim Diacoumba Traoré (l'ex presidente del Parlamento che aveva prestato giuramento il 12 aprile dopo l'intesa sottoscritta con l'Ecowas la settimana prima) ma è stato indicato dai militari golpisti guidati dal capitano Amadou Haya Sanogo.
La soluzione era prospettata nella dichiarazione conclusiva dell'incontro a Ouagadougou è considerata però da molti osservatori incompleta e frutto di un compromesso al ribasso. Questo anche perché la durata della transizione non viene precisata ma «sarà determinata dalla concertazione regionale tenendo conto del ripristino dell'integrità territoriale e della valutazione tecnica del processo elettorale».
In altre parole la transizione fino a elezioni generali in sostituzione di quelle inizialmente previste per il 29 aprile o sarà vincolata alla risoluzione della crisi del nord. Il che ad alcuni sembra una sorta di attenuante data dall'Ecowas al colpo di Stato militare che era stato giustificato proprio con l'incapacità del precedente Governo di fronteggiare l'insurrezione che in poche settimane aveva assunto il controllo del nord del Paese.

La clausola che tutti i membri della giunta militare e tutti gli esponenti del futuro Governo di transizione dalla candidatura alle prossime presidenziali potrebbe comunque essere ritenuta una garanzia per quanti temono che la posizione troppo morbida dell'Ecowas finisca per favorire un ritorno al potere dei militari.

La dichiarazione di Ouagadougou sollecita l'intera comunità internazionale a fornire un'assistenza umanitaria urgente alle popolazioni delle regioni settentrionali e a coinvolgersi per aiutare il Mali a ripristinare l'integrità territoriale. Ai gruppi armati che hanno preso il controllo dei tre principali centri (Gao Kidal e Timbuctu) viene chiesto di far cessare immediatamente ogni violenza.

Sui ribelli dell'Mnla e sui gruppi islamici pesa la minaccia di intervento armato dell'Ecowas tuttavia piccoli passi in avanti sulla strada del dialogo per scongiurare il ricorso alle armi sono stati compiuti negli ultimi giorni. A Nouakchott la capitale della Mauritania c'è stato un incontro tra una delegazione delle autorità di transizione di Bamako guidata da Tiébilé Dramé e una dell'Mnla. Le forze politiche maliane avevano chiesto al presidente mauritano Mohamed Ould Abdel Aziz contrario a un intervento militare e a quello del Burkina Faso Blaise Compaoré di attivarsi per «aprire quanto prima negoziati tra ribelli tuareg e islamici e le autorità di transizione».

Anche il movimento islamico maliano di Ansar Eddine si è detto disposto a dialogare con le autorità di Bamako. Ma le posizione dell'Mnla e quelle dei gruppi islamici compreso Ansar Eddine che è formato da tuareg restano distanti e tali da poter rallentare o persino bloccare i tentativi di dialogo. L'Mnla ha ribadito che negozierà «l'indipendenza dell'Azawad» (proponendo un assetto federale) solo «se la comunità internazionale accetta di portarsi garante» dell'applicazione futura di un eventuale accordo.

Gli islamici di Ansar Eddine invece sono contrari a dividere il Mali e soprattutto «respingono ogni mediazione occidentale nel dialogo intermaliano». Preferiscono seguire il canale dell'alto consiglio islamico del Mali che raggruppa tutte le associazioni musulmane nazionali. Proprio a tale organismo il gruppo ha consegnato quasi duecento militari liberati dopo essere stati fatti prigionieri nei combattimenti delle scorse settimane.

L'Africa dei pirati. Sempre più insicure le coste del continente. OVVIAMENTE, PER LA PIRATERIA CONCESSA DA USA 666. ALLA LEGA ARABA E L'INDIA (SUCCESSIVAMENTE) PER DIFENDERSI DALLA PIRATERIA CHE HA DOVUTO SUBIRE, SONO ATTIVAMENTE COINVOTE IN QUESTO TURPE COMMERCIO!
MA, ISLAMICI HANNO UNA ANTICA E GENETICA VOCAZIONE CON LA PIRATERIA!
04 ottobre 2011. La sfida della pirateria è una delle emergenze africane persistenti e anzi in crescita continua nonostante il dispiegamento di imponenti operazioni navali internazionali soprattutto nelle acque al largo della Somalia e nell'Oceano Indiano lungo cruciali rotte per le merci orientali verso l'Europa e verso il continente americano. A queste incominciano ad aggiungersi iniziative degli stessi Paesi africani. Se sul fronte del Corno d'Africa soprattutto in Somalia i Governi locali mostrano scarse capacità d'intervento qualcosa incomincia a muoversi invece sulla costa atlantica del continente dove la sicurezza della navigazione commerciale rischia di essere compromessa dall'azione dei pirati secondo quanto emerge dai rapporti dell'International Maritime Bureau.

La scorsa settimana per esempio hanno preso il mare dal porto di Cotonou la principale città del Benin le prime pattuglie congiunte di militari beninesi e nigeriani che a bordo di una flottiglia di sette imbarcazioni hanno incominciato a controllare il tratto di coste che si affacciano sul golfo di Guinea sempre più bersagliato dai pirati. L'iniziativa chiamata Operazione prosperità durerà per sei mesi durante i quali la marina militare del Benin dovrà organizzarsi per provvedere direttamente alla sorveglianza della sua stretta fascia costiera.

Il ministro degli Esteri del Benin Nassirou Bako Arifari in un intervento all'Assemblea generale dell'Onu ha denunciato «la nuova minaccia della pirateria marittima che con violenza ha colpito le nostre coste e le acque del Golfo di Guinea» parlandone come di una «vera piaga per la regione assieme al traffico di droga e falsi medicinali». Anche il presidente Thomas Boni Yayi ha più volte espresso timori per danni diretti all'economia beninese e per il rischio che il porto di Cotonou dal quale dipende il 90 per cento degli scambi commerciali con l'estero venga boicottato in caso di insicurezza marittima. Il Governo del Benin ha annunciato anche la prossima creazione di un centro di sorveglianza radar a Grand-Popo la località sudoccidentale al confine con il Togo per completare il dispositivo già operativo a Cotonou ma che controlla solo il tratto di costa confinante ad est con la Nigeria.
Quest'ultimo Paese primo produttore africano di petrolio vede da tempo le navi che trasportano greggio prese d'assalto dai pirati mentre dall'inizio dell'anno ben 19 attacchi sono stati sferrati a largo del Benin. Obiettivo del pattugliamento congiunto secondo il capo di stato maggiore delle forze navali beninesi Maxime Ahoyo è «bloccare ogni tentativo d'assalto delle navi» che spesso trasportano petrolio e carburante.
Se il fenomeno della pirateria almeno su vasta scala è relativamente recente nel Golfo di Guinea ben diversa è la situazione in Somalia e negli altri Paesi del Corno d'Africa dove gli assalti alle navi si sono moltiplicati in questi ultimi anni creando un giro di affari di milioni di dollari. La moderna pirateria su vasta scala comunque in Somalia ha almeno un ventennio. Negli anni 90 infatti il crollo della dittatura di Siad Barre e la scomparsa di ogni autorità statale in Somalia resero le acque del Paese una sorta di zona franca per tutti. I grandi pescherecci industriali, soprattutto giapponesi e sudcoreani ma anche occidentali, approfittarono della situazione e penetrarono impunemente nelle acque territoriali somale saccheggiandole e riducendo alla miseria i piccoli pescatori locali. Questi incominciarono così ad attaccare le navi straniere esigendo una specie di tassa che compensasse il loro mancato guadagno. A questo si aggiunse presto lo scarico di rifiuti tossici nelle acque e sulle coste somale approfittando dell'assenza di controlli e della complicità di clan locali e di gruppi armati. Alla fine questi comportamenti hanno avuto un salto di qualità e la pirateria da principio artigianale si è trasformata in un esercito ben armato e dotato di imbarcazioni velocissime. All'inizio le corti islamiche avevano cercato di opporsi nelle aree da loro controllate ma diverse fonti locali concordano nel riferire che ormai le milizie radicali islamiche si sono di fatto alleate con i clan somali che controllerebbero direttamente alcuni nuclei di pirati.